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la danza che crea

foto di Ivan Braghini

“La danza che crea” è un progetto frutto di uno studio e di un tentativo.
Lo studio ha riguardato la preparazione di un esame universitario che prevedeva nella sua bibliografia il testo “La danza che crea” [da cui il titolo a questa sequenza fotografica] di Mauro Ceruti.
Il tentativo, espresso in immagini, è stato quello di tradurre una parte del contenuto del testo in una serie di immagini scattate in una fredda serata autunnale.

“La danza che crea” è una sorta di visione prospettica dello studio della conoscenza che tende a recuperare i contributi dell’epistemologia moderna. È un contenitore che presenta la conoscenza umana frutto di una costruzione. È superata la posizione della rappresentazione come soluzione di un problema: lo scopo della cognizione è uno scopo creativo, non di risoluzione dei problemi.
Lo scopo della cognizione è porre innanzi un mondo in cui la sola condizione richiesta è quella della sua azione effettiva.
La vita è cognizione.
All’interno di questo contenitore si trovano, in particolare, le posizioni dello studioso svizzero Piaget e della sua proposta di una epistemologia genetica dove il problema della conoscenza è inserito all’interno nel contesto di vita e il perno metodologico gira attorno al rapporto tra conoscenza e biologia.
Epistemologia genetica significa pensare a strutture cognitive che non esistono a priori ma che sono generate dall’intelligenza attraverso l’organizzazione di azioni che il soggetto compie.

L’incipit del testo di Ceruti ha ulteriormente allargato la visione immaginifica dello studio: si tratta di una poesia di Antonio Machado che l’autore pone come a parola profetica.
Attraverso il canto poetico dello scrittore spagnolo è recuperato il senso di una proposta di epistemologia che questa serie di scatti tenta di offrire come una continuazione, come un cammino dove le strade non sono già segnate se non dopo il passo e l’orma che il viandante lascia sul sentiero che crea.
La danza finale è una sorta di approdo e di conferma perché la creazione non avviene nella stasi e l’equilibrio è sempre in movimento.

Caminante, son tus
huellas
el camimno, nada màs;
caminante, no hay
camino,
se hace el camino al andar.
Al andar se hace el camino
y a volver la vista atràs
se ve la senda que nunca
se ha volver a pisar.
Caminante, no hay
camino,
sino estelas en la mar.


 


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